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Gianluca Vialli torna a mostrarsi in pubblico, sempre più segnato dalla malattia: “È dura più di quanto sperassi…”

 

L’ex attaccante della Nazionale, visibilmente dimagrito, parla del cancro al pancreas contro cui sta combattendo da tempo: “I risultati sono positivi e non ha senso che io non continui a fare una vita normale: lavorare fa parte di questo, tutto va nel migliore dei modi”

Gianluca Vialli sarà il prossimo capo delegazione degli azzurri agli Europei, tornando così ad affiancare Roberto Mancini, come negli anni magici della Sampdoria. L’ex attaccante della Nazionale è apparso a fianco al commissario tecnico e al presidente della Figc Gabriele Gravina visibilmente dimagrito. Ma assicura: “Sto meglio”. Anche se i segni della malattia sono più che evidenti. Al unto che in molti ha suscitato impressione e stupore, oltre che commozione.

 L’INCARICO – Il nuovo ruolo potrebbe essere ufficializzato a novembre. Un incarico previsto, ma rimandato per un pezzo per via dei suoi problemi di salute. Vialli, che ha 55 anni, combatte infatti da tempo contro un tumore al pancreas

 COME STA VIALLI – In proposito l’ex bomber, spiega ai cronisti: “Da marzo sto facendo altre cure, e dovevano esserci le condizioni fisiche e mentali per prendere questo impegno. Sto bene, bisogna avere pazienza, è dura più di quanto uno possa sperare. Ma i risultati sono positivi e non ha senso che io non continui a fare una vita normale: lavorare fa parte di questo, tutto va nel migliore dei modi. Sono un po’ arrugginito ma è bello per me rientrare in un certo tipo di routine che ho fatto per anni. Oggi ci sono le condizioni giuste per cominciare”. 

GLI AUGURI SUI SOCIAL – E sui social piovono messaggi di pronta guarigione da ogni latitudine del mondo del calcio. Su tutti quello di Marino Bartoletti, che su Instagram ne posta la foto e scrive: “Solo affetto e rispetto per Gianluca Vialli. Per la sua forza e per la sua battaglia. È sempre stato un combattente. L’azzurro (accanto al Mancio) gli farà bene. Lo abbraccio”. 

NON SI TRATTA DI UNA BATTAGLIA – Pochi mesi fa, presenziando ad un evento benefico, Vialli aveva detto: “Non la vivo come una battaglia, anche perché è bene non fare una battaglia contro una cosa che può essere più forte di te. Ho pensato fosse un viaggio da fare con un ospite non del tutto desiderato, ma che sono convinto che presto possa stancarsi di fare questo viaggio con me e dica “adesso ti saluto””.

 

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