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Da quando Baggio non giochi più non è più domenia

 

Cremonini celebra Roby e il pubblico va in delirio. Da Bartali a Coppi, da Scirea a Oriali: lo sport offre sempre belle storie da cantare

Don’t cry for me, Roby. Baggio che si commuove al concerto di Cesare Cremonini. Marmellata#25, quel passaggio dove dice: «Ah, da quando Baggio non gioca più/Oh no, no! Da quando mi hai lasciato pure tu/Non è più domenica». E’ successo a Padova, l’altra sera.

A spingere in gol Cremonini (assist di Baggio) sono stati in settemila. In delirio. Per lui, Roby. Per quello che ci ha regalato. Perché i campioni finiscono dentro le canzoni per tracciare un solco nella memoria collettiva. E rimanerci.

Per sempre. Su Instagram Cremonini ha postato la sua gioia: «La magia delle canzoni, la poesia del calcio, l’umanità dei veri campioni, la fantasia dei numeri 10. GRAZIE Robi. Stasera 7000 persone più una, canteranno per te».

Un altro bolognese, Lucio Dalla, aveva dedicato ad Ayrton Senna (il brano è scritto da Paolo Montevecchi) una delle canzoni che più sono riuscite – muovendosi nel territorio della poesia – ad emozionare chi con Senna al volante in F1 aveva sognato. Il ciclismo è stato spesso fonte di ispirazione per i nostri cantautori. «Il mio nome è Ayrton e faccio il pilota/E corro veloce per la mia strada/Anche se non è più la stessa strada/Anche se non è più la stessa cosa».

Paolo Conte ha celebrato «Bartali» con due versi memorabili: «Quel naso triste come una salita/quegli occhi allegri da italiano in gita»Gino Paoli invece ha fotografato con parole preziose l’altra metà del cuore italiano in quegli anni in cui il Paese andava sulle due ruote: Fausto Coppi. «Un omino con le ruote contro tutto il mondo/e va su ancora/ e va su».

Più di recente gli Stadio si sono confrontati con il mito di Marco Pantani, vincitore di Giro e Tour esattamente vent’anni fa, nel 1998, e scomparso nel 2004, in seguito ad una forte depressione e una overdose di cocaina, in una morte che ancora resta avvolta nel mistero. «Mi chiamano Marco, Marco il ciclista/Ma è che alle volte si perde la strada/Perché prima o poi ci sono brutti momenti/Non so neppure se ero un pirata/Strappavo la vita col cuore e coi denti».

Rimanere indifferenti di fronte alla bellezza del calcio – quando il calcio diventa magia – non si può. Ecco allora «Tango della Buena Suerte» che Pino Daniele ha dedicato a Diego Armando Maradona, omaggiato anche da «Santa Maradona» dei Mano Negra. Ricordare le persone perbene è un dovere civile, nasce così «Gaetano e Giacinto», che sempre gli Stadio hanno dedicato a due campioni puliti del calcio italiano, Gaetano Scirea e Giacinto Facchetti.

C’è chi innalza lodi ironiche al camoione amato. Pensate a «Numero Uno!», la hit del comico tedesco Matze Knop aveva lanciato in onore di Luca Toni, il centravanti che in quel peruodo vestiva la maglia del Bayern di Monaco segnando valanghe di gol. Il testo non è certamente memorabile – «Fritti, scampi, Chianti e calamari/Luca sei per me: NUMERO UNO/Cannolloni, Luca Toni, Pepperoni/ Luca sei per me: NUMERO UNO/Mozzarella, mortadella, Mit Nutella/Luca sei per me: NUMERO UNO» – ma mettersi a ballare è un attimo. Avanti: i Thegiornalisti hanno celebrato Mario Balotelli, mentre in quella straordinaria canzone che è «Nun te reggae più», Rino Gaetano cita Causio, Tardelli, Antognoni, Zaccarelli e via palleggiando con i luoghi comuni; mentre in «Mio fratello è figlio unico» la citazione è per Giorgio Chinaglia.

La famosa e citatissima «Una vita da mediano», Ligabue l’ha scritta pensando a Lele Oriali («Una vita da mediano/a recuperar palloni/nato senza i piedi buoni/lavorare sui polmoni»), tenutario di quel ruolo nell’Italia Campione del Mondo nel 1982 è diventato persino un modo di dire. Potenza delle canzoni, capaci di modificare l’immaginario collettivo. Potenza dello sport, che offre sempre una storia bella da custodire. Come ha fatto Antonello Venditti con «La Coscienza di Zeman», che come ha dichiarato lo stesso cantautore romano è «l’omaggio a un eroe solitario, un Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento e che manca un po’ a tutti».

Source: www.cuadrado.it

 

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